Esaltare la forma
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Esaltare la forma

La mostra “Botero”, dal 5 maggio al 27 agosto al Complesso del Vittoriano, è la prima grande retrospettiva italiana del maestro colombiano che ripercorre, attraverso 50 capolavori, oltre mezzo secolo di carriera del grande artista: dal 1958 al 2016.

botero-2Già prima di entrare nel Complesso del Vittoriano, i visitatori sono accolti da una gigantesca scultura in bronzo, Cavallo con briglie, che occupa con maestosità lo spazio antistante al museo. Solo un primo “assaggio” delle opere che si troveranno all’interno, in questa straordinaria esposizione, curata da Rudy Chiappini, dedicata a Fernando Botero – al Complesso del Vittoriano dal 5 maggio al 27 agosto – la prima grande retrospettiva italiana del grande artista colombiano.
Il sogno, la fantasia e la fiaba sono le suggestioni che si percepiscono, quasi fisicamente, durante il percorso espositivo ma anche la grande tradizione artistica e la Storia, sono fortemente presenti nei cinquanta capolavori che ripercorrono oltre mezzo secolo di carriera del Maestro: dal 1958 al 2016.
Suddivise in aree tematiche, le opere rappresentano la cifra stilistica di Botero, il cui linguaggio pittorico è unico e riconoscibile, tanto da essere ormai da tempo diventato un vero e proprio aggettivo – “boteriano” – che indica una certa ricchezza di volume e di sinuosità.
Nella prima sezione si trovano le Sculture la cui elegante robustezza è in grado di alleggerire il monocromatismo del bronzo nell’esaltazione di una forma che occupa lo spazio in modo suadente e misterioso; nella seconda vi sono le Versioni da antichi maestri, in cui Botero esprime il suo amore assoluto per la grande tradizione artistica ispirandosi ai grandi della cultura pittorica come Giotto, Piero della Francesca, Leonardo, Mantegna, Velasquez, Goya ma anche Rubens e Manet. Tele che sono re-interpretazioni personalissime del Maestro lontane da qualsiasi intento imitativo ma veri omaggi a dipinti famosissimi; la terza sezione è dedicata alle Nature morte dove le opere vanno ben oltre la semplice composizione di oggetti o di frutta ma si rivelano nella loro dimensione “narrativa” che racconta un vero e proprio mondo; protagonista della quarta sezione è la Religione che, da sempre, occupa un posto di rilievo nell’arte di Botero che ne accentua non soltanto la dimensione favolistica ma anche le suggestioni del soprannaturale che lambiscono la realtà, conferendole un fascino sorprendente; la sesta sezione è quella Politica scevra tuttavia da ogni forma di giudizio.

botero-1Le opere del Maestro, infatti, rappresentano la profonda conoscenza per la propria cultura e la propria terra e nel dipingere i ministri o gli ambasciatori, le nobildonne o i presidenti, Botero si lascia incantare dal cromatismo degli abiti o dallo sfarzo delle divise, raccontando i personaggi con un tono ironico e favolistico; nella sesta sezione palpita la Vita latino-americana con i quadri che si ispirano alla spontaneità creativa dell’arte popolare, alle tavole dell’arte coloniale e a quella precolombiana: scene di vita quotidiana che esaltano gesti, atteggiamenti e ambientazioni; i Nudi occupano la settima sezione e simboleggiano l’esaltazione meravigliosa del corpo, le rotondità delle donne, la sensualità delle curve che splendono sotto quella luce carnale e unica che segna lo stile-Botero; l’ultima sezione è dedicata al Circo di cui il Maestro si innamorò durante il suo soggiorno in Messico: un mondo caleidoscopico di pura meraviglia al quale l’artista rende omaggio con tele di straordinaria spettacolarità.

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